Archiviato in: Appuntamenti, la Destra | Tag: la Destra, Bologna, Valori, identità, Gioventù Italiana, Islam, immigrazione, Crocefisso, integrazione, no all'ora di Islam, razzismo, scontro di civiltà, storia
“Se una Corte di giustizia sovranazionale si è permessa di dirci che dobbiamo togliere i Crocefissi dalle pareti significa che la nostra identità è seriamente in pericolo. Colpire un simbolo universale di uguaglianza con l’argomento pretestuoso ed infantile della discriminazione, vuol dire compiere l’attacco finale ai nostri valori, alla nostra memoria, alla nostra storia. Chiedere l’insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche, poi, equivale ad invertire l’ordine dei fattori dell’integrazione.
“No all’ora di islam. Sì al Crocefisso”. Questa è la linea del Piave. Da qui non ci muoveremo. Difenderemo uno ad uno tutti i simboli della nostra identità da qualunque offensiva, come se fossero la trincea della nostra esistenza. Non ci vergogniamo di essere ciò che siamo: NE SIAMO ORGOGLIOSI.
Mobiliteremo dunque la città di Bologna, affinché faccia sentire forte e fiera la sua voce, in quella che indubbiamente è l’ultima battaglia della nostra Civiltà. Promuoveremo una petizione su facebook ( http://www.facebook.com/gioventu.bologna?ref=mf#/group.php?gid=207042837305&ref=mf ) e raccoglieremo le firme tra la gente nei prossimi fine settimana, a cominciare da sabato 14 novembre in piazza de’ Celestini (per proseguire il 21 in piazza Minghetti ed il 28 ancora in piazza de’ Celestini). Dimostreremo con la forza dei numeri la saldezza delle nostre Radici, convinti che senza una identità forte è impossibile l’integrazione.
“Hic manebimus optime””.
Bologna, 12 novembre 2009
Conferma la tua presenza al banchetto di sabato 14 novembre in piazza de’ Celestini su FACEBOOK cliccando qui http://www.facebook.com/gioventu.bologna?ref=name#/event.php?eid=193783007291
Antonio Del Prete

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Sabato 31 ottobre 2009 dalle ore 10 alle 20 La Destra di Bologna sarà presente dalle 10 alle 20 in piazza Galvani con un gazebo per la giornata nazionale del tesseramento, dedicata quest’anno a Beppe Niccolai. Sarà possibile nell’occasione chiedere informazioni, ricevere materiale informativo, aderire al partito ed al Movimento giovanile.
Se non ti riconosci nella deriva secessionista, antinazionale e xenofoba della LEGA NORD
Se non approvi la politica neo – liberista ed anti-legalitaria del POPOLO DELLA LIBERTA’
Se diffidi di una SINISTRA antipopolare amica dei banchieri e credi in una Italia Sociale dove il lavoro sia protagonista e non mezzo da sfruttare
Se sei stufo di chi si accontenta nostalgicamente di agitare i gagliardetti e vuoi determinare concretamente in prima persona il tuo Futuro
ADERISCI A “LA DESTRA”
Partito della NAZIONE e del LAVORO
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Sabato è stata una ottima giornata per La Destra. Finalmente sappiamo chi siamo, senza incertezze o tentennamenti. In questo senso lo slogan scelto per il tesseramento 2009-2010 – NAZIONE E LAVORO – è quanto mai azzeccato. Si tratta della nostra essenza profonda, di quel binomio che ha storicamente rappresentato l’evoluzione realizzabile e concreta dell’utopia socialista. Due parole d’ordine che indicano al tempo stesso una peculiarità ed una distinzione. Una risposta da Destra, rispettivamente alla Lega Nord ed al Popolo della Libertà, che introduce giocoforza la spinosa questione delle alleanze, tanto dibattuta in sede di Comitato Centrale.
E’ ovvio che nessuno nel partito vede in una coalizione politica il fine ultimo della sua azione. Se si potesse, tutti ne farebbero volentieri a meno. Sta di fatto che La Destra non dispone del cinquanta per cento più uno dei consensi (almeno non ancora …) e, sbarramenti elettorali a parte, se si vuole avere una incidenza nelle decisioni bisogna parteciparvi. E’ indubbio, quindi, che le convergenze vadano ricercate. Altrimenti ci si rassegna al marginalismo della testimonianza e non si fa politica. La sfida ineludibile è rappresentata dall’arrembante ed arrogante ingresso nel sistema per cambiarlo dall’interno, senza macchiare la nostra purezza. Autoescludersi a prescindere in virtù di una presunta superiorità morale e politica vuol dire concorrere nel trasformare una Idea forte, prepotente, giovane, positiva, protagonista, nella esaltazione permanente dello sconfittismo e del disfattismo. Si ha la certezza della propria purezza soltanto quando questa viene sottoposta all’ossidazione del Potere in tutte le sue gradazioni. Rinunciare a battersi per il bene della Nazione significa in sostanza tradire gli Ideali fondanti della Destra Italiana.
Quanto appena detto non giustifica prostituzioni politiche. C’è modo e modo per stare in alleanza. Partire, dunque, da una base programmatica comune, mantenendo la propria identità, la propria differenza e la propria libertà, sia di espressione sia di azione politica. Presupposti ineludibili sono la coscienza di sé e l’unità del partito. E’ indispensabile, infatti, sapere cosa si rappresenta per potersi confrontare con gli altri. In tal senso il CC ha chiarito le ambiguità endemiche connesse al nome del Movimento.
Non basta. Proprio chiarezza e coesione ideale devono costituire l’argine contro la frammentazione interna, dannosa anche quando determinata in buona fede. Il correntismo è la malattia dei partiti. La storia sta lì a dimostrarlo. Non si può coltivare l’appartenenza ad una bandiera se la si copre con un’altra. Non si ottiene meritocrazia se dirigenti e militanti smettono di essere individui per farsi etichetta. E’ poi paradossale che chi vuole contrastare l’annosa frammentazione dell’Area determini di fatto disgregazione all’interno de La Destra. Lo scopo è senz’altro un progetto rassicurante, la cui immaginazione lascia quel retrogusto nostalgico che tanto stuzzica gli uomini di destra. Ad una seconda riflessione emergono però diversi dubbi. Il primo riguarda la fattibilità politica: mettere insieme gruppi culturalmente ed umanamente abbastanza diversi non è poi così facile nell’era in cui l’individualismo nella società ( quindi in politica, dunque anche a “destra” ) la fa da padrone. La forza centrifuga soppianterebbe nel tempo l’iniziale spinta centripeta. Quale sarebbe, poi, la prospettiva ? Difficilmente, con tutti gli sforzi e le buone intenzioni si supererebbe un magro 3 %, per di più abbandonato nel ghetto politico dell’isolamento e dell’ininfluenza. Aggiungiamo l’etichetta politica di estremisti e xenofobi para – nazisti, e l’insuccesso, l’ennesimo, è garantito. Tanto più che laddove, alle amministrative, tale connubio si è compiuto, integralmente o parzialmente, i risultati sono stati deludenti. Giacché abbiamo l’obiettivo di creare consenso attorno ad una Idea e rivoluzionare la Nazione del futuro, non ci possiamo accontentare di mostrare i gagliardetti. A queste parole si risponderà probabilmente che non s’intende lavorare alla costruzione di un nuovo MSI sommando algebricamente gruppi e gruppuscoli, ma che il nuovo Movimento d’Area sarebbe proiettato al futuro proponendosi di governare il Paese. Ebbene, cari Camerati, La Destra c’è già. E’ nata per questo. La nostra Area è l’Italia. Prendiamocela !
Antonio Del Prete
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BOLOGNA: MILITANTE DE ‘LA DESTRA’ DENUNCIA AGGRESSIONE GIOVANI CENTRI SOCIALI
Bologna, 29 mag. – (Adnkronos) – Stava accattando manifesti elettorali nel centro di Bologna insieme ad un altro militante de La Destra ed e’ stato insultato da alcuni attivisti dei centri sociali che poi gli hanno danneggiato l’auto. E’ quanto ha denunciato alla polizia un attivista de La Destra verso l’1 della scorsa notte. L’uomo, originario di Cosenza, era in Strada Maggiore con un altro militante quando sono giunti dei giovani a dire dei denuncianti frequentatori dei centri sociali.






“La partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa è un passo avanti, ma la rivoluzione sociale riguarda la gestione. Solo così la persona diventa protagonista. Tremonti ci rifletta”. Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.




Bologna, 29 mag. (Adnkronos) – ”Il clima d’intolleranza nei nostri confronti si fa sempre piu’ cupo. Stanotte, per la seconda volta in pochi giorni, siamo stati oggetto della violenza rossa”. Lo denuncia in una nota Antonio Del Prete, segretario regionale e provinciale di Bologna ”Gioventu’ Italiana”.


