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Corriere della sera
Libero-News.it
Bologna, 29 mag. (Adnkronos) – ”Il clima d’intolleranza nei nostri confronti si fa sempre piu’ cupo. Stanotte, per la seconda volta in pochi giorni, siamo stati oggetto della violenza rossa”. Lo denuncia in una nota Antonio Del Prete, segretario regionale e provinciale di Bologna ”Gioventu’ Italiana”.
”Uno dei gruppi in cui eravamo organizzati per attaccare manifesti, scorgendo un gregge di una trentina di teppisti rossi avvicinarsi minaccioso, aveva deciso di rientrare nella sede di Strada Maggiore per evitare ulteriori problemi – racconta Del Prete – Cio’ non si e’ pero’ rivelato sufficiente, in quanto alcuni tra i ‘compagni’, accortisi di loro, e collegando l’auto di Danilo, dirigente del partito, e gli strumenti per l’attacchinaggio alla nostra sede, hanno deciso di scagliarsi contro il mezzo, squarciandogli le gomme e lasciando impressa sulla fiancata sinistra la scritta ‘fasci di me…’. A questo punto chiediamo alle istituzioni di ristabilire una parvenza di ordine democratico. Non e’ infatti possibile uscire per attaccar manifesti con la consapevolezza di essere prima o poi aggrediti”.
”Se non cessera’ immediatamente questo clima d’intolleranza che avvelena la nostra campagna elettorale – conclude – non potremo che considerare l’impotenza delle istituzioni un concorso morale. Tutti sanno chi sono e dove si nascondono questi personaggi; sarebbe ora di chiudere quei luoghi e rinchiudere la teppaglia rossa in galera”.
Maggio 29, 2009
L’informazione
Il Bologna
La Repubblica
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Scritte ingiuriose sulla vetrina del comitato elettorale dell’ex primo cittadino. L’esponente de La Destra è stato prima insultato e poi vittima di un atto vandalico. Solidarietà e condanna per gli episodi da Cofferati e dai candidati alle prossime amministrative Cazzola e Delbono
Bologna, 29 maggio 2009 – Scritte ingiuriose, dipinte con vernice rossa sono apparse la scorsa notte sulla vetrina della sede del comitato elettorale del candidato sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca. Secondo quanto ha riferito l’ufficio stampa dell’ex primo cittadino, sul vetro sono stati tracciate una serie di sgorbi sulle foto di Piazza Maggiore e la scritta ‘merde’.
Guazzaloca, comunque, non è stato il solo a finire nel mirino. Stessa sorte è toccata anche il partito de La Destra di Bologna: un dirigente, Danilo, è stato preso a male parole da un gruppo di ragazzi e poi si è ritrovato l’auto imbrattata e due ruote forate. L’episodio è avvenuto verso l’1.15 mentre, insieme a un collaboratore, stava attaccando manifesti elettorali in strada Maggiore.
I ragazzi (un gruppo di 15-20 persone che ha definito “appartenenti a centri sociali anarchici”) lo hanno chiamato “fascista di merda” e R., vedendo che si avvicinavano, è salito in auto insieme all’altro ragazzo e si sono rifugiati nella sede del partito de La Destra, al civico 49. I contestatori, però, non hanno desistito. Lo hanno seguito a piedi e poco dopo, quando i due erano già dentro alla sede, hanno circondato la macchina (una Citroen) parcheggiata fuori. Due ruote del lato sinistro sono state forate e sulla fiancata è stata tracciata la scritta “Fascisti mer”, con vernice a spray bianca.
R. li ha osservati dalla finestra della sede di partito e un’auto della Digos, che passava in zona, ha fatto in tempo a intravedere il gruppo che si allontanava. Nel frattempo sul posto è arrivata anche una volante del 113, allertata telefonicamente dai due attivisti da dentro la sede.
Il sindaco Sergio Cofferati ha espresso “solidarietà alle forze politiche colpite”, condannando i due episodi e le intimidazioni e soprattutto l’auspicio di “una conclusione della campagna elettorale dove il confronto politico sia improntato alla serenità e al rispetto, come deve essere in democrazia”.
Parole di solidarietà sono state espresse anche dagli altri candidati alla poltrona di sindaco. “E’ intollerabile che ci siano atti di questo tipo. Dovrebbero trovare tutte le forze in campo unite nella condanna”, ha detto Cazzola. Flavio Delbono ha definito “gravi gli atti vandalici ai danni della sede di Giorgio Guazzaloca e di un attivista de La Destra, così come sono gravi quelli avvenuti nei giorni scorsi, a partire dal monumento dedicato alla partigiana Delcisa ‘Tosca’ Gallarani’ – ha proseguito i candidato sindaco del Pd -. Purtroppo questo dimostra come anche nella nostra città troppo spesso stupidità e intolleranza trovino spazio nel dibattito politico”.
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il caso
Guazza esclude la segretaria della Destra
E’ Anna Montella, inizialmente in corsa con l’ex sindaco
Tutto sommato sembra aver preso bene l’esclusione dall’elenco dei candidati al Consiglio comunale con Giorgio Guazzaloca. Anna Montella, segretario regionale de La Destra, anzi, annuncia che è sua intenzione presentarsi con una lista propria in Comune. Deciderà stasera il da farsi nella riunione del direttivo del partito. Intanto ricostruisce i momenti salienti di una giornata che l’ha vista prima tra le file dei civici in corsa con l’ex sindaco e, poche ore dopo, espunta e sostituita con Giuseppe Marchetti. «La comunicazione l’ho avuta direttamente da Giorgio Guazzaloca, che mi ha detto che all’interno della lista ci sono persone libere dai partiti», riferisce, provando a darsi una spiegazione per quanto accaduto nel giro di mezza giornata. «Forse pensava di perdere voti per la mia presenza. Ma io non credo di essere un’estremista, il segretario del mio partito (Francesco Storace, ndr) è stato ministro, presidente di una Regione, a lungo parlamentare. Non se dobbiamo ancora essere tacciati come ex fascisti». Fatto sta, che evidentemente la nota con cui Montella oggi ha rivendicato la propria appartenenza a La Destra deve aver indotto i guazzalochiani ad un ripensamento. «Io ero perfettamente consapevole- spiega- di entrare in una lista civica, ma non ho mai dichiarato di voler abbandonare la segreteria di partito o la federazione bolognese. Ero disponibile ad entrare in una lista civica e a fare un lavoro non di partito, tanto che nei miei volantini non avevo messo il simbolo de La Destra».
Del resto Montella solleva il caso di Maria Cristina Marri, segretario provinciale dell’Udc e candidata con l’ex sindaco. «L’ho fatto presente a Guazzaloca, che mi ha spiegato che Marri è un consigliere comunale de La tua Bologna», riferisce la militante della destra. «Comunque – taglia corto- io non vado in una formazione a dispetto dei santi. In Comune mi presenterò con una mia lista». Resta da decidere se come aspirante sindaco o in apparentamento con Morselli con il simbolo de La Destra
23 aprile 2009
Guazzaloca “taglia” la segretaria della Destra dalla sua lista
Anna Montella, candidata numero 32 della lista di Giorgio Guazzaloca per il Comune e segretario regionale de La Destra di Francesco Storace, è stata estromessa dall’ex sindaco. “Non sapevamo che fosse tuttora segretaria regionale della Destra” fanno sapere dallo staff di Guazzaloca, che stamattina ha presentato la sua lista completa di candidati a Palazzo d’Accursio. Al suo posto è stato indicato Giuseppe Marchetti. La Montella, indicata dal Resto del Carlino come ex della Destra, aveva mandato nel pomeriggio di oggi una nota stampa in cui si precisava di ricoprire ancora il ruolo di segretario regionale nel movimento guidato da Francesco Storace: “Un ruolo che non incide minimamente con la mia candidatura con Guazzaloca. Al pari dell’Udc, contribuiamo da Destra alla civicità della lista “Per Bologna”". Ma l’ex sindaco non ha gradito ed è subito corso ai ripari. “Nessun apparentamento con la Destra”, ha specificato subito il suo staff. E nel giro di mezz’ora la candidata di ultradestra è stata cancellata dalla lista e sostituita.
Guazzaloca tra ex e transfughi “scivola” su La Destra
23 apr. – Trentuno uomini e quindici donne. “L’80% non ha avuto incarichi di partito, noi chiediamo alle persone non da dove vengono, ma dove vogliono andare“. Giorgio Guazzaloca presenta i nomi dei candidati al Consiglio comunale per la sua lista, forte del risultato del sondaggio di Repubblica che lo vede in vantaggio su Alfredo Cazzola. “La somma dei voti miei e di Cazzola è superiore a quelli di Delbono” – fa notare senza aggiungere altro.
In cima alla lista ci sono il braccio destro Franco Capparelli, Claudio Sassi (fu assessore con Vitali) e Alberto Vannini, attuale capogruppo de La Tua Bologna in consiglio.
Molti gli ex del ‘99: Alessandra Aufiero, Daniela Bottino, Elisabetta Brunelli, Niccolò Rocco di Torrepadula, Pier Luigi Grazia. Gli attuali consiglieri in quota Udc sono Maria Cristina Marri e Alecs Bianchi. Dal Pdl provengono invece Felice Caracciolo (ex An) e Francesco Osti. Un altro assessore di Vitali è in lista: si tratta di Roberto Dalle Nogare. Tra i nomi noti quello di Franco Nanni , da sempre cuore a sinistra e titolare dell’Osteria dell’Orsa.
Ma il colpo di scena arriva da Destra: tra i nomi in lista infatti c’è pure Anna Montella, segretario provinciale de La Destra di Storace che però smentisce di essere un’”ex”. “La candidatura al Consiglio comunale di Bologna non incide minimamente sul mio ruolo di segretario regionale del partito di Storace per l’Emilia-Romagna”, puntualizza in una nota. A breve giro di posta arriva però la doccia fredda, con un comunicato ufficiale di due righe la Lista Guazzaloca comunica lapidaria: “che nella lista ‘Per Bologna’ Giuseppe Marchetti sostituisce Anna Montella”.
Nessuna spiegazione, ma evidentemente all’ex sindaco non è piaciuta la rivendicazione del ruolo politico di Montella, che non avrebbe certo suscitato simpatie nel bacino elettorale alla sua sinistra, sbilanciando troppo la lista sull’estrema destra.
Il 9 maggio Guazzaloca presenterà in piazza Maggiore la Carta per Bologna, il suo programma in 15 pagine.
Archiviato in: Attualità | Tag: aggressione bar Barrumba, criminalità, Ester Ventura, extracomunitari, la Destra Sasso Marconi, Michele Beccari, Sasso Marconi
Si sono nascosti nello scantinato del bar Barrumba, dove si trovano i bagni e i magazzini, hanno aspettato che il rumore della serranda in movimento annunciasse la chiusura del servizio e quindi l’assenza di clienti, sono usciti dal nascondiglio e armati di coltello hanno prima affrontato il barista, Michele Beccari, minacciandolo con le armi, poi a calci e a pugni l’hanno scaraventato giù per le scale che portano allo scantinato e qui lo hanno chiuso nel bagno.
Quindi sono risaliti sul piano del bar e con tutta calma hanno rovistato l’intero piano alla ricerca di contanti. Protagonisti della violenta rapina, due nordafricani, si presume di nazionalità tunisina. Certamente extracomunitari, ha precisato il rapinato. La rapina ha avuto inizio intorno alla mezzanotte e è terminata circa alle due.
I due malviventi hanno aperto, senza forzarla la cassa, hanno poi setacciato ogni parte delle scansie alla ricerca di contanti, “Hanno persino aperto le buste dello zucchero”, precisa la titolare del bar , Ester Ventura (nella foto). “Ma non hanno trovato altro che il contante che vi era nella cassa. Erano evidentemente del mestiere perché non hanno neppure tentato di aprire i contenitori di monete dei giochi. Sapevano che l’operazione in loco è difficilissima se non impossibile. Abbiamo valutato il danno intorno ai 4.000 euro. Ma al di là del danno dobbiamo dire di essere stati fortunati poiché nel ruzzolare lungo le scale fortunatamente Michele non ha battuto il capo sugli spigoli degli scalini. La violenza con cui è stato trattato poteva creargli danni più seri. E’ comunque stato ricoverano con il naso rotto, grosse ecchimosi al volto e ferite in tutto il corpo”.
Finito il lavoro di scrupolosa ricerca, i due rapinatori sono usciti, hanno abbassato la saracinesca fino a terra, hanno chiuso con le chiavi (avevano visto dove erano finite quando hanno assalito il barista) e le hanno gettate a terra. Quindi si sono allontanati. Michele, resosi conto che i due avevano lasciato libero il campo, ha sfondato la porta della sua prigione a calci, è salito e ha chiamato il 112.
L’intervento dei Carabinieri è stato solerte ma i due avevano ormai fatto perdere le loro tracce agevolati anche dal buio della notte. Hanno però trovato le chiavi, liberato Michele e provveduto al suo ricovero all’ospedale Maggiore. Qui è stato curato per il naso rotto e i medici hanno verificato che i danni gravi si limitavano al volto.
La rapina ha destato molto scalpore, anche perché di furti a Sasso Marconi ne erano avvenuti altri, ma mai con azioni così violente. Ne ha persino parlato il parroco dall’altare mettendo in risalto il deterioramento sociale in atto.
(fonte: http://notiziefabbriani.blogspot.com )
Archiviato in: Attualità | Tag: anarchici, Bologna, CasaPound Bologna, centri sociali, comunistri, democrazia, estrema sinistra, Libertà, rossi, squadrismo, TPO
Esprimiamo la nostra solidarietà ai ragazzi di CasaPound, “colpevoli” soltanto di avere una sede a Bologna. Registriamo, inoltre, la solita intolleranza degli ultimi rottami del marxismo, i quali, sconfitti dalla storia, non sanno far meglio che sfogare le loro frustrazioni in continui ed immotivati atti di violenza. Occupazioni, aggressioni,mappature, intimidazioni: Bologna è stanca !
Archiviato in: Attualità | Tag: Adolfo Urso, Alleanza Nazionale, castrazione chimica, criminalità, destra sociale, emergenza sicurezza, farefuturo, Governo Berlusconi, immigrazione, la Destra, Lega Nord, percezione insicurezza, più sicuri c'è alleanza, ronde, sicurezza, stupri
Dopo aver vinto le elezioni con lo slogan “più sicuri. C’è Alleanza”, spacciandosi per il partito della sicurezza, i trasformisti di AN, ora al governo, di fronte alla crescente emergenza, non sanno far meglio che filosofeggiare sul concetto di ronda quale “fallimento dello Stato”.
Di seguito un lancio dell’agenzia DIRE, relativo a parole tratte dal webmagazine di FareFuturo, elitaria fondazione Aennina.
(DIRE) Roma, 16 feb. – “Pensare prima di decidere”. E’ l’invito di Ffwebmagazine, periodico online di Farefuturo. “La peggiore politica e’- si legge in un corsivo- quella che crede di poter decidere sotto la spinta dell’emozione popolare. Come se lo stato d’emergenza fosse la condizione per imboccare la strada giusta”. E ancora: “La peggiore politica e’ quella che, con la scusa della paura, gioca a spararla piu’ grossa, senza cercare di fare un respiro profondo”. L’articolo precisa poi: “E’ il caso della proposta della castrazione chimica per chi si macchia di reato di stupro. Ed e’ anche il caso dell’utilizzo su larga scala delle ronde. A nessuno- continua- sembra importare se quelle ronde rappresentano una vera e propria ammissione di fallimento da parte dello Stato. A nessuno- si legge su Ffwebmagazine- sembra importare del rischio che l’attivita’ di ronda si possa trasformare in una caccia al presunto delinquente, magari in base a un affrettato identikit”. Quindi, “pensare prima di decidere. Anche e soprattutto quando il paese vive una sensazione, reale o presunta, genuina o indotta, di emergenza”.
Insomma, si chiede prima di pensare e poi di decidere. Magari qualche elettore del PDL pensava che le soluzioni le avessero già. Ma come…hanno vinto le elezioni fondando la campagna elettorale sulla sicurezza, prospettando al Popolo Italiano ricette salvifiche, ed ora si prendono tempo per pensare ? Non basta. Evidentemente dai banchi della maggioranza cambiano le prospettive, e, se ieri era chiarissima ed innegabile l’emergenza, oggi, con la responsabilità governativa sulle spalle, si nutre il dubbio se la sensazione popolare sia “reale o presunta, genuina o indotta”. Forse a “FareFuturo” non lo sanno, ma a Bologna, una ragazza non è libera di aspettare gli amici sotto casa alle 22 di sera…
Gli Italiani, sedotti ed abbandonati, devono dunque farsi una ragione della presa in giro subita da un partito che potremmo definire “prendi il malloppo e scappa…nel PDL”.
Alleanza Nazionale non c’è più… è finita per sempre…
Antonio Del Prete
Archiviato in: Attualità | Tag: Bologna, clandestini, Governo, immigrazione, istituzioni, Lega Nord, legge, Libertà, libertà uscire donne, ordine, quindicenne violentata Bologna, record sbarchi 2008, sicurezza, sicurezza Bologna, stupro, violenza clandestini, violenza sessulale
La violenza subita ieri sera a Bologna da una ragazza quindicenne, alla quale esprimiamo la nostra massima vicinanza, sottolinea ancora una volta, qualora ve ne fosse bisogno, la insopportabile drammaticità di due questioni fondamentali: sicurezza ed immigrazione. Se gli uomini delle istituzioni cittadine e nazionali non sono capaci di tutelare la libertà e la dignità del popolo, pur avendo il dovere inderogabile di farlo, si dimettano. Siamo stanchi di registrare l’ennesima violenza su una donna, questa volta ancora più odiosa se possibile, data la giovane età della vittima. Occorre comprendere che solo ripristinando l’ordine e la legalità si può essere davvero liberi. Oggi, sostanzialmente, le nostre donne non hanno più la libertà di uscire di casa la sera: esiste un vero e proprio coprifuoco di fatto. Per noi questo è intollerabile; così come lo è continuare ad ascoltare sino alla nausea le sparate dei “padani” sull’immigrazione, dovendo però registrare nel 2008, con la Lega Nord al governo, il record assoluto di sbarchi. Urgono soluzioni serie e razionali : la Lega si renda conto una volta per tutte di non essere più all’opposizione.
Archiviato in: Attualità, Valori | Tag: aborto, Alleanza Nazionale, caso Englaro, continuità ideale, Eluana Englaro, eutanasia, Gianfranco Fini, pena di morte, sacralità della vita, Valori, vita

Con la dichiarazione di ieri sul caso Englaro, il presidente della Camera Gianfranco Fini fa l’ennesima concessione a quel relativismo valoriale già mostrato in occasione del referendum sulla procreazione assistita. Se per la terza carica dello Stato bisogna rispettare il volere del padre di Eluana, per noi de “la Destra” è inconcepibile concedere il nostro rispetto ad una volontà omicida. La voglia d’eutanasia, emergente nella nostra società, riflette un generale terrore di morire, a sua volta determinato dall’assenza di senso che la “cultura” relativista sta imponendo alle nostre vite. Occorre comunque, quando si trattano temi così fondamentali, fissare dei paletti precisi: o la Vita è un bene inalienabile oppure non lo è. Non può esserlo per quanto riguarda la “pena di morte” e non esserlo più per aborto ed eutanasia.
Bologna, 4 febbraio 2009













